CELEBRAZIONE DELLE FORZE ARMATE DEL IV NOVEMBRE

News del 11 novembre 2019 | Indietro »

Il discorso del sindaco:

Cari concittadini, cari amici,

oggi siamo qui davanti al monumento ai caduti delle due guerre mondiali, si celebra la ricorrenza del 4 novembre che comprende  la FESTA DELLE FORZE ARMATE E L’UNITA’ NAZIONALE insieme  a quella storica della celebrazione dei caduti in guerra.

Si rende cioè omaggio a tutti quegli italiani, uomini e donne, che hanno perso la propria vita per la Patria, per la Libertà e per costruire un futuro di Pace.

Un sacrificio estremo e nobile al tempo stesso, che portò certamente all’Unità nazionale anche se con la perdita di centinaia di migliaia di nostri connazionali, tra questi quelli riportati su questa lapide che andremo ad elencare uno ad uno.

Un saluto ai Comandanti delle stazioni dei Carabinieri di Guarcino al  Maresciallo Paris ed ai suoi commilitoni, a Don Eduardo.

Un saluto ai consiglieri comunali presenti, al corpo dei vigili Urbani, all’associazione ANC di Guarcino, alla Banda Paolo Ciavardini, all’associazione di Protezione Civile e, a tutti i presenti.

La guerra è la cosa più orribile che può accadere ad un popolo, ed ecco perché l’art.11 della nostra Carta Costituzionale recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e non si ferma qui, continua dicendo, che l’Italia si impegna a lavorare con gli altri popoli per assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni.

E proprio lavorando in questa direzione insieme agli altri stati europei, l’Unione Europea nel 2012 si è vista conferire il premio Nobel per la Pace, quale riconoscimento al contributo che essa ha dato per oltre 60 anni alla promozione della concordia, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti Umani.

Cari ragazzi scrivendo questo breve discorso mi sono chiesto cosa dire oggi 4 novembre in particolare a voi giovani delle scuole primarie e secondarie futuri cittadini adulti con la responsabilità di guidare tra pochi anni questa nostra Italia.

Oggi sentiamo tutti un bisogno profondo di essere rappresentati da persone corrette, oneste, chiare, in cui avere fiducia e a cui dare fiducia e soprattutto alle quali affidare le nostre speranze. Il momento che stiamo vivendo è certamente il più difficile del dopo guerra, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista politico-sociale.

Tuttavia ritengo che se siamo stati capaci di ripartire dopo le due guerre mondiali che avevano devastato il nostro paese, possiamo riuscirci anche adesso anche se oggi la guerra è diversa da quella di allora, e il nemico oggi si chiama “EGOISMO INDIFFERENTE”.

Oggi siamo coinvolti e testimoni di due grandi fenomeni sociali: da una parte le difficoltà di molte nostre famiglie che non hanno più mezzi economici per poter vivere e rispetto alle quali i governi devono trovare soluzioni atte a garantire a tutti una esistenza dignitosa perché a rischio la coesione sociale e quindi alcuni principi che costituiscono l’Unita Nazionale, come il diritto al lavoro. Tra l’altro viviamo in un contesto mondiale in cui essere cittadini Italiani significa fare i conti con l’emigrazione, l’accoglienza, la collaborazione, la solidarietà, il rispetto reciproco.

Infatti Riuscire a costruire una società in cui, accanto al miglioramento delle condizioni economiche delle nostre famiglie, avvengano l’integrazione e l’accoglienza, senza emarginazione, senza discriminazione di razza, di sesso, di colore della pelle, costituisce uno degli impegni attuali e importanti, quanto importante è stato necessario 94 anni fa unire il Paese.

Tutti infatti, ognuno per la propria parte, dobbiamo impegnarci per l’Italia, affinché sia capace, nello stesso tempo, di ascoltare e accogliere chi ha bisogno, e di sentire l’orgoglio delle proprie radici e della propria storia senza farsi sovrastare da esso, un’Italia che sa amare la propria terra rinnovandone i valori e i fondamentali ideali che l’hanno costituita.

Questo impegno è affidato, in particolare, alle giovani generazioni. Sono loro, anzi siete voi ragazzi presenti qui oggi destinatari di un messaggio che parla al futuro, sarete voi i padri di una società da costruire e migliorare. Spesso siete messi in disparte o siete apparentemente disinteressati, spetta a noi adulti coinvolgervi e farvi capire che l’Italia ha bisogno del Vostro contributo.

L’Italia ha bisogno delle vostre energie e delle vostre idee, dei vostri sogni, del vostro entusiasmo…

La giornata di oggi ha quindi il significato di non dimenticare, di conoscere la storia per meglio interpretare il presente e programmare il futuro.

Oggi deve venire da voi giovani generazioni lo spirito per la rinascita di questo paese, con il contributo delle famiglie e delle scuole che devono far superare e sconfiggere il nostro nemico subdolo che si chiama Egoismo Indifferente.

E concludo con due frasi che racchiudono alcuni dei significati di questa giornata:

La prima fu detta dal presidente americano Kennedy nel discorso di insediamento nel 1962:

NON CHIEDERTI COSA IL TUO PAESE PUO’ FARE PER TE,

CHIEDITI COSA TU PUOI FARE PER IL TUO PAESE.

La seconda da Papa Francesco:

NON FACCIAMOCI E NON FATEVI RUBARE LA SPERANZA

 

Viva l’Italia, viva le Forze Amate, Viva la scuola!

 

SCARICA IL DISCORSO IN MEMORIA DEI CADUTI DI NASSIRIYA

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